Gravidanza

L’ostetrica di famiglia

Il progetto “Ostetrica di famiglia” è un progetto pilota, uno tra i primi di questo tipo in Italia. Nei dodici Comuni che fanno capo alla ASST di Sesto Calende (Varese) è già attivo: da aprile infatti le donne in gravidanza che desiderano avvalersene possono aderire all’iniziativa.

Il progetto consiste in un servizio a domicilio che prevede, nelle ultime settimane di gestazione, l’assistenza da parte di un’ostetrica che valuti le condizioni cliniche della donna gravida e, in particolare, rilevi i segnali del travaglio, invitando la donna a recarsi in ospedale nel momento opportuno.

All’inizio della gravidanza, se non ci sono rischi ostetrici, il ginecologo programma le visite ostetriche presso i consultori o l’ospedale di riferimento, dove la donna potrà anche seguire i corsi di accompagnamento alla nascita. Intorno alla 37^ settimana di gestazione, poi, viene attivata la reperibilità telefonica di un’ostetrica in servizio all’ospedale o al consultorio, che farà anche una visita domiciliare.

“L’attesa dell’insorgenza del travaglio di parto può rappresentare un periodo stressante per le donne, in cui sorgono dubbi e paure. La consulenza telefonica e la visita da parte dell’ostetrica di famiglia – spiega il Prof Ghezzi, direttore della Rete Integrata Materno Infantile di Varese – hanno innanzitutto lo scopo di rassicurare la gravida accompagnandola verso il parto”.

L’ostetrica infatti si reca a casa della donna con tutto il materiale necessario per la valutazione del benessere materno e fetale per eseguire una visita e per l’assistenza in travaglio ed eventualmente al parto.  In particolare, l’ostetrica valuta la gestante e le caratteristiche dell’attività contrattile uterina. Se il travaglio non è ancora iniziato definisce i tempi dei ricontatti telefonici e un’eventuale rivalutazione a domicilio; se invece il travaglio risulterà attivo, l’ostetrica saprà monitorarne l’evoluzione indicando alla donna il momento opportuno per recarsi al punto nascita prescelto.

La forza di questo progetto sta nel creare un ponte tra la struttura ospedaliera e le donne, grazie ad una figura che da sempre è particolarmente dedita e vicina alle donne stesse: l’ostetrica. Inoltre l’ostetrica non si occupa solo della salute femminile, bensì della salute del bambino/a e dell’intera famiglia.

A CasaMedica crediamo fermamente nell’importanza di una continuità di assistenza, che può essere garantita proprio dall’ostetrica, che si può incontrare in ambulatorio, ma che può anche arrivare nelle case delle donne se ce ne è necessità, e può essere presente in sala parto e in ospedale. Una persona di riferimento sempre presente.

Crediamo sia fondamentale instaurare una relazione di conoscenza e di fiducia all’inizio della gravidanza, o comunque appena se ne sente il desiderio, affinchè il rapporto tra l’ostetrica e la famiglia possa crescere settimana dopo settimana, fino al parto e soprattutto dopo. “L’ostetrica di famiglia”, come l’hanno chiamata a Varese, è infatti estremamente preziosa dopo il parto, per le problematiche legate all’allattamento e alla fatica inevitabile che la nuova fase di vita porta con sé.

Il valore aggiunto di un’ostetrica che lavora in equipe è la sua possibilità di confrontarsi con altri specialisti, come la ginecologa, la pediatra e la psicologa.

A CasaMedica le ostetriche dedicate alla cura delle donne in gravidanza e delle famiglie sono la dott.ssa Silvia Ghitti e la dott.ssa Stefania Azzalini.