Gravidanza

Toxoplasmosi in gravidanza: cos’è, come si trasmette e come prevenirla

La toxoplasmosi in gravidanza è una delle infezioni che destano maggiore preoccupazione tra le future mamme. In questo articolo, la dott.ssa Paola Algeri, ginecologa del centro CasaMedica, spiega cosa sapere su questa malattia, come si trasmette e quali sono le precauzioni più efficaci per evitarla durante i nove mesi.

Cos’è la toxoplasmosi?

La toxoplasmosi è una zoonosi, cioè una malattia trasmessa dagli animali all’uomo, causata dal parassita Toxoplasma gondii. Sfortunatamente la maggior parte delle infezioni determinate da questo parassita è asintomatica; tuttavia in gravidanza può rappresentare un pericolo per il nascituro.

Come si contrae?

I principali modi di trasmissione nell’uomo sono:

  • Consumo di carne cruda o poco cotta (es. salame, prosciutto crudo, carne essiccata);
  • Ingestione di frutta e verdura non adeguatamente lavata, contaminate da terreno o feci di gatto;
  • Trasfusioni o trapianti da donatori positivi;
  • Trasmissione madre-figlio in caso di infezione primaria durante la gravidanza.

Attenzione: il pesce crudo (ad esempio il sushi) non trasmette la toxoplasmosi, ma va comunque evitato in gravidanza per altri rischi, quali salmonella e listeriosi.

I sintomi della toxoplasmosi

La toxoplasmosi è spesso asintomatica. In alcuni casi può causare:

  • Malessere generale
  • Mal di testa
  • Febbricola
  • Dolori muscolari e articolari

Quali sono i rischi per il feto?

Se contratta durante la gravidanza, la toxoplasmosi può essere trasmessa al feto. I rischi variano a seconda del trimestre.

Primo trimestre: il rischio di trasmissione è basso, ma le conseguenze possono essere gravi (es. ritardo mentale, danni neurologici, idrocefalo, epatite).

Terzo trimestre: il rischio di trasmissione è più alto, ma i sintomi fetali tendono a essere più lievi.

Come prevenirla: le regole d’oro

Durante la gravidanza è importante adottare misure di prevenzione:

  • Lavare sempre le mani prima di cucinare e dopo aver cucinato
  • Lavare bene frutta e verdura (anche le insalate confezionate) con amuchina o bicarbonato, lasciandole in ammollo 10-15 minuti e successivamente sciacquando abbondantemente e strofinando.
  • Cuocere completamente la carne, anche quella surgelata
  • Evitare salumi e carni crude conservate (affettati concessi sono solo prosciutto cotto, mortadella e arrosto di tacchino)
  • Non toccare naso, bocca e occhi dopo aver maneggiato carne cruda
  • Indossare guanti per giardinaggio o per pulire la lettiera del gatto
  • Lavare bene le mani se si toccano terra o cibi potenzialmente contaminati.

Gatti e toxoplasmosi: davvero un pericolo?

Il gatto è l’ospite principale del parassita, ma è molto raro che un gatto domestico trasmetta l’infezione. Il rischio maggiore è legato alla gestione della lettiera, da cui ci si può proteggere facilmente con semplici accorgimenti (guanti e lavaggio delle mani).

Diagnosi e test in gravidanza

Durante la gravidanza viene effettuato un test sierologico per verificare la presenza di anticorpi:

  • IgG positive → immunità già acquisita, nessun rischio;
  • IgG negative → esami di controllo ogni mese o trimestre;

Se si sospetta un’infezione in corso, può essere indicata un’amniocentesi per la ricerca del DNA del parassita nel liquido amniotico.

Esiste una cura?

Sì. In caso di infezione primaria durante la gravidanza, la terapia antibiotica (es. Spiramicina o Pirimetamina sulfamidico) può ridurre il rischio di trasmissione e proteggere il bambino. Con le cure adeguate, oltre il 90% dei neonati non sviluppa sintomi.

Quante donne sono a rischio?

In Italia, circa 6 donne su 10 non sono immuni alla toxoplasmosi prima della gravidanza. Questo significa che potrebbero contrarre l’infezione se non adottano le dovute precauzioni.

L’articolo è stato scritto dalla Dottoressa Paola Algeri, ginecologa.