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Come un seme sotto la neve: il tempo del riposo e il tempo della crescita

Non siamo più così legati ai ritmi della natura: abbiamo un tempo tutto nostro, fatto di orologi, appuntamenti e luci artificiali.
Ogni tanto abbiamo come l’impressione di poter esistere indipendentemente da ciò che accade nel mondo esterno, ma è solo un’impressione, appunto.

Il nostro corpo si è evoluto per adattarsi perfettamente all’ambiente nel quale ci troviamo, attraverso sistemi molto complessi che ne regolano il funzionamento in base alle condizioni esterne. Sappiamo bene che mangiare alimenti di stagione è fondamentale per mantenersi in buona salute, come sappiamo che dormire durante la notte ci rende più riposati. Cos’altro ci lega alle stagioni?
In particolare, cosa accade durante l’inverno?

L’inverno è il tempo del riposo per molte specie di piante e animali. Si perdono le foglie o si va in letargo, in attesa che il sole caldo della primavera ci risvegli a una nuova vita. I semi caduti nel terreno rimangono nella loro piccola nicchia, si preparano ad emergere e intanto imparano a conoscere il mondo che li accoglierà.

L’attesa, il riposo, il non-fare sono elementi fondamentali della vita ai quali prestiamo sempre meno attenzione, a causa di un’ottica di produttività attraverso la quale valutiamo ogni aspetto della nostra esistenza.

La mindfulness ci insegna proprio questo, a rimanere nel non-fare, nella non-azione, nell’ascolto. A scorgere il movimento sottile che si genera al di sotto dell’immobilità apparente. A separare l’osservazione dal giudizio e il giudizio dalla reazione. Ci insegna a saper restare in questa sospensione, dove i rumori del mondo tacciono e possiamo udire suoni più sottili, una voce interiore che ci parla – anche – di noi, di ciò che siamo davvero, di ciò di cui abbiamo bisogno.

Solo fermandoci possiamo dilatare il tempo e scorgere l’invisibile che si cela nelle sue trame.

Ogni cambiamento, ogni passaggio, ha bisogno di tempo. I cambiamenti bruschi hanno vita breve, lo sa bene chi pratica yoga: per entrare completamente in una nuova posizione c’è bisogno di molto tempo, di molti respiri. Possiamo ritrovarci facilmente a testa in giù, contraendo tutti i muscoli, ma quanto saremo in grado di sostenere quella condizione? Solo un processo lento e armonioso sviluppa la forza necessaria a sostenere la nostra evoluzione, durante tutto l’arco dell’esistenza.

Impariamo quindi dalla natura, e usiamo questo periodo prezioso per raccoglierci, sperimentare il silenzio in tutte le sue forme, in attesa del momento giusto per risvegliarci.

 

[Contributo della dr.ssa Irene Cocchi, Dott.ssa in Scienze e tecniche psicologiche, specializzata in Mindfulness-Based Stress Reduction]