L’alimentazione complementare è il passaggio graduale da un’alimentazione basata sul latte materno o artificiale a una dieta che comprende anche alimenti solidi. I nuovi cibi, almeno inizialmente, non sostituiscono il latte: lo completano. Per questo si parla di alimentazione “complementare” e non semplicemente di svezzamento.
È una fase nutrizionale, ma anche un periodo di apprendimento. Il bambino scopre sapori e consistenze, esercita la masticazione, impara ad afferrare il cibo e comincia a riconoscere i propri segnali di fame e sazietà. Non è necessario che mangi subito pasti completi. Toccare, annusare, assaggiare o lasciare cadere un alimento sono tutte esperienze che fanno parte del percorso.
Quando iniziare l’alimentazione complementare?
Non esiste un giorno preciso valido per tutti. È importante osservare soprattutto lo sviluppo del bambino e le competenze che ha acquisito.
In genere, il bambino dovrebbe riuscire a:
- controllare il capo;
- mantenere una posizione seduta sufficientemente stabile;
- afferrare il cibo e portarlo alla bocca;
- iniziare a gestire masticazione e deglutizione;
- mostrare interesse per ciò che mangiano gli adulti.
Con la crescita, inoltre, aumentano i fabbisogni di alcuni nutrienti, in particolare del ferro, e il solo latte non è più sufficiente a soddisfarli completamente.
In presenza di prematurità, difficoltà di crescita, allergie, patologie o problemi di deglutizione, il momento e le modalità di introduzione degli alimenti devono essere concordati con il pediatra o con una professionista della nutrizione pediatrica.
Quanto deve mangiare un bambino durante lo svezzamento?
All’inizio si possono offrire piccoli assaggi, anche soltanto un cucchiaio, aumentando gradualmente le quantità in base all’interesse del bambino. Non esiste una grammatura corretta per ogni pasto. La quantità mangiata può variare da un giorno all’altro e può essere molto inferiore a quella immaginata da una persona adulta.
La crescita non deve essere valutata sulla base di un singolo pasto, ma nel tempo, attraverso le curve di crescita pediatriche.
Chi decide quanto deve mangiare?
Durante l’alimentazione complementare è utile seguire il principio della divisione delle responsabilità:
- la persona adulta decide che cosa, quando e dove si mangia;
- il bambino decide se mangiare e quanto mangiare.
Il compito del genitore è proporre alimenti vari, bilanciati e sicuri. Insistere, distrarre il bambino o obbligarlo a finire il piatto può interferire con il riconoscimento dei segnali di fame e sazietà.
Come comporre un pasto bilanciato
Un pasto completo comprende quattro componenti:
- cereali o tuberi;
- verdura o frutta;
- una fonte proteica;
- una fonte di grassi.
Le proporzioni indicative possono essere utilizzate come orientamento, senza trasformarle in una regola rigida.
Cereali e tuberi: circa metà del piatto
Cereali e tuberi possono occupare indicativamente metà del piatto. Forniscono energia senza riempire eccessivamente il piccolo stomaco di fibre. Si possono proporre:
- pasta corta o lunga senza foro;
- pastina;
- riso;
- cous cous;
- miglio;
- quinoa;
- grano saraceno;
- semolino;
- polenta;
- pane;
- avena sotto forma di porridge;
- patate;
- gnocchi tagliati in modo sicuro.
I cereali completamente integrali possono essere introdotti gradualmente dal secondo anno. Dopo i 12 mesi è utile ridurre progressivamente farine e creme di cereali istantanee, proponendo consistenze più varie.
Verdura e frutta: circa un quarto del piatto
Verdura e frutta possono occupare indicativamente un quarto del piatto. Una quantità eccessiva di fibre potrebbe saziare rapidamente il bambino senza fornirgli abbastanza energia.
La verdura può essere cotta e proposta schiacciata, a cubetti oppure in bastoncini morbidi. La frutta può essere offerta cruda o cotta, schiacciata o tagliata in modo sicuro.
È utile non iniziare esclusivamente dai sapori dolci. La frutta può essere associata, per esempio, a yogurt bianco intero, pane o crema di frutta secca.
Fonti proteiche: circa un quarto del piatto
La fonte proteica può occupare indicativamente un quarto del piatto. Non servono quindi grandi quantità di carne, pesce, uova o formaggio.
Le diverse fonti proteiche devono essere alternate durante la settimana.
Quante volte proporre carne, pesce, uova e legumi?
Le frequenze settimanali orientative sono:
- legumi e soia: 4-5 volte;
- pesce: 3-4 volte;
- carne: massimo 3 volte;
- uova: 1-2 volte;
- formaggio: 1-2 volte.
Le frequenze possono essere adattate alle abitudini familiari e alla disponibilità degli alimenti, mantenendo varietà ed equilibrio.
Legumi
Nelle prime fasi è preferibile utilizzare legumi decorticati, schiacciati o frullati. Se hanno la buccia, possono essere passati al passaverdura.
Pesce e carne
Pesce e carne devono essere ben cotti e accuratamente privati di lische, ossicini, nervature e parti dure.
È preferibile evitare salumi, affettati e carni processate, per il contenuto di sale e additivi. Anche pesci o molluschi dalla consistenza gommosa, come polpo e calamari, non sono adatti alle prime fasi.
Uova
Le uova possono essere proposte strapazzate, sode e schiacciate oppure sotto forma di frittata tagliata a strisce.
Formaggi e yogurt
Si possono offrire formaggi freschi o stagionati in piccoli pezzi. È meglio evitare di cuocerli quando diventano filanti e gommosi.
Anche il formaggio grattugiato aggiunto alla pasta contribuisce alla frequenza settimanale.
Lo yogurt bianco intero può essere proposto fin dall’inizio dell’alimentazione complementare.
Quali grassi utilizzare?
I grassi sono importanti per la crescita e possono essere presenti nei pasti nelle quantità adatte al bambino. Si possono utilizzare:
- olio extravergine di oliva, preferibilmente a crudo;
- avocado;
- olive sotto forma di patè o finemente tagliate;
- semi e frutta secca ridotti in farina;
- creme di frutta secca al 100%.
Frutta secca e semi non devono mai essere offerti interi. Le creme, come quella di mandorle o il tahina, devono essere spalmate in uno strato sottile oppure stemperate in yogurt, porridge o primi piatti.
Il soffritto può essere sostituito cuocendo gli alimenti con poca acqua e aggiungendo l’olio successivamente.
Piatto unico o alimenti separati?
Entrambe le modalità sono valide.
Nel piatto scomposto, gli alimenti sono visibili separatamente. Il bambino può riconoscerli, esplorarli e decidere quanto mangiare di ogni componente.
Nel piatto unico, cereali, verdure e fonte proteica vengono combinati nella stessa preparazione, per esempio:
- pasta con crema di legumi e verdure;
- risotto con verdure e pesce;
- cous cous con ortaggi e ceci;
- polenta con verdure e formaggio.
Il piatto unico è pratico e può ridurre gli sprechi. Il piatto scomposto facilita invece la conoscenza dei singoli alimenti. Le due modalità possono essere alternate.
Quali alimenti evitare durante lo svezzamento?
Alcuni alimenti devono essere evitati o fortemente limitati.
Miele
Il miele non deve essere dato prima dei 12 mesi, nemmeno all’interno di altre preparazioni, per il rischio di botulismo infantile.
Latte vaccino come bevanda
Il latte vaccino non deve sostituire il latte materno o artificiale prima dei 12 mesi. Può essere utilizzato in piccole quantità come ingrediente, per esempio in un purè o in una besciamella.
Sale, zucchero e alimenti ultraprocessati
Non è necessario aggiungere sale ai pasti del bambino.
Zucchero, dolci, bevande zuccherate, yogurt dolcificati, merendine, snack e altri alimenti ultraprocessati dovrebbero essere evitati o introdotti il più tardi possibile.
Devono essere limitati anche salumi, carni lavorate e prodotti molto salati.
Bevande diverse dall’acqua
Oltre al latte materno o artificiale, la bevanda da proporre è l’acqua.
Tè, caffè, camomilla e tisane commerciali per lattanti non sono necessari.
Funghi, fritti e soffritti
I funghi devono essere evitati almeno nei primi due anni e richiedono prudenza anche successivamente.
Fritti e soffritti non sono indicati nell’alimentazione abituale del bambino.
Come introdurre gli alimenti allergizzanti?
Uova, latticini, arachidi, soia e pesce non devono essere esclusi preventivamente.
È preferibile introdurre un nuovo allergene alla volta, senza presentare contemporaneamente più alimenti potenzialmente allergizzanti. In questo modo è più semplice individuare l’eventuale causa di una reazione.
Dopo essere stato introdotto e tollerato, l’alimento può continuare a comparire periodicamente nella dieta.
Arachidi e frutta a guscio devono essere offerte esclusivamente sotto forma di crema liscia al 100%, farina o polvere finemente tritata.
In presenza di allergie già note, eczema importante o particolari condizioni cliniche, l’introduzione deve essere concordata con il pediatra.
Tagli e consistenze sicuri in base all’età
La forma del cibo deve essere adattata alle abilità motorie del bambino, non soltanto alla sua età.
Intorno ai 6 mesi
Quando il bambino afferra gli alimenti con tutta la mano, si possono proporre cibi morbidi a forma di bastoncino, lunghi circa quanto un dito adulto. Una parte deve rimanere fuori dal pugno.
Tra gli 8 e i 10 mesi
Con lo sviluppo della presa tra pollice e indice, si può passare progressivamente a cubetti e piccoli pezzi morbidi.
Intorno ai 12 mesi
Il bambino può iniziare a sperimentare autonomamente cucchiaino, forchetta e tazza aperta senza beccuccio.
Come tagliare gli alimenti in sicurezza
Gli alimenti devono essere abbastanza morbidi da poter essere schiacciati tra le dita.
- Verdure: cotte, schiacciate, a cubetti o in bastoncini morbidi. Non devono essere tagliate a rondelle.
- Frutta: schiacciata o tagliata in pezzi sicuri. L’uva deve essere divisa in quattro nel senso della lunghezza e privata dei semi.
- Carne e pesce: ben cotti, sminuzzati e privati di parti dure, ossa e lische.
- Legumi: decorticati, schiacciati, frullati o passati.
- Formaggi: in piccoli pezzi non filanti.
- Frutta secca e semi: mai interi, ma soltanto in crema, farina o polvere fine.
La sicurezza a tavola non dipende soltanto dai tagli. Il bambino deve mangiare seduto, sotto la supervisione di una persona adulta e senza giochi o oggetti in bocca.
Cosa fare se il bambino rifiuta un alimento?
Un rifiuto non significa necessariamente che quell’alimento non piaccia. Il bambino può avere bisogno di incontrare più volte lo stesso gusto o la stessa consistenza. È possibile riproporre il cibo in un altro giorno, con una preparazione diversa o in un nuovo abbinamento.
Non è utile obbligarlo ad assaggiare. Anche guardare, toccare o annusare un alimento contribuisce a renderlo più familiare. Mangiare insieme, in un ambiente sereno e senza schermi, aiuta il bambino a osservare e imitare le abitudini familiari.
Un percorso da costruire insieme
L’alimentazione complementare non è una prova da superare e non esiste un unico metodo adatto a tutte le famiglie.
Alcuni bambini preferiscono afferrare il cibo, altri accettano più facilmente di essere imboccati. Le due modalità possono convivere. Ciò che conta è l’equilibrio nel tempo: varietà, frequenze adeguate, consistenze sicure e rispetto dei segnali di fame e sazietà.
Consulenza nutrizionale per lo svezzamento e l’alimentazione dei bambini a CasaMedica, Bergamo
Questo articolo è stato scritto dalla Dott.ssa Irene Pozzebon, dietista di CasaMedica, che accompagna donne e famiglie in percorsi nutrizionali personalizzati, basati sulle evidenze scientifiche e su un approccio empatico, collaborativo e rispettoso delle esigenze di ogni bambino e della sua famiglia. Da sempre si occupa con particolare interesse di alimentazione in ambito materno-infantile.
Come per tutte le specialità, anche la nutrizione a CasaMedica viene affrontata con un approccio integrato e multidisciplinare, in collaborazione con pediatri, pedagogisti e altri professionisti della salute, per offrire un supporto completo durante la crescita del bambino.
La consulenza nutrizionale può aiutarti a:
- affrontare con serenità l’inizio dell’alimentazione complementare;
- costruire pasti equilibrati e adatti alle diverse fasi della crescita;
- gestire dubbi su quantità, consistenze e introduzione dei nuovi alimenti;
- ricevere indicazioni personalizzate in caso di esigenze specifiche o difficoltà durante i pasti;
- favorire sane abitudini alimentari per tutta la famiglia.
Se stai iniziando il percorso di alimentazione complementare o desideri un supporto professionale, la nostra segreteria è a disposizione per aiutarti a prenotare una consulenza.
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